Passa ai contenuti principali

Zitta e ferma Miss Portland! di Viviana Giorgi


Quando tutti i libri del mondo mi sembrano noiosi, quando tutte le storie mi sembrano già lette, quando qualsiasi romance mi sembra una emerita cretinata... ecco, è in quel momento che devo leggere un regency che mi ridia la voglia di trovarmi sotto gli occhi delle parole stampate nero su bianco. Mi capitava da ragazzina, con i primi romanzi presi dalla biblioteca di mia zia, e mi capita ancora oggi.

"Zitta e ferma Miss Portland!" di Viviana Giorgi [Emma Books] è un romanzo che vi rimetterà in pace col mondo della lettura, almeno a me, in base a quello che vi ho raccontato prima, è successo.
Il libro nasce come omaggio a "Regency Buck" di Georgette Heyer uscito nel 1935 per l'ottantesimo anniversario della pubblicazione. In effetti, con quel libro - comparso in Italia con il titolo di "Il dandy della reggenza" - si dà inizio ai romanzi regency, ovvero storie d'amore ambientate nell'Inghilterra nel periodo che va dal 1811 al 1820 con protagonisti ereditiere, duchi/duchesse, conti/contesse  e marchesi/marchese. Le trame intrecciano l'attrazione e la voglia di trasgredire al fitto tessuto di regole sociali, l'amore e la ragione di stato, l'erotismo e il desiderio di non abbandonarvisi.
Vi confesso che per me sono molto più erotici tutti quegli sguardi, gli sfioramenti e le allusioni che non le scene esplicite nei milioni di romanzi hot che sono sul mercato.

Detto questo, potete ben immaginare perché ho adorato questo romanzo. Del resto, avevo amato incondizionatamente anche "Un amore di fine secolo" e il suo spin off "Un amore di inizio secolo. La traversata", quindi, se così possiamo dire, già apprezzavo la scrittura in modalità romance storico di Viviana Giorgi. La lettura di "Zitta e ferma Miss Portland!" è stata la conferma di due cose: 1. adoro questo genere; 2. Viviana Giorgi dovrebbe scrivere regency più spesso.

La trama strizza simpaticamente l'occhio al genere e non avrei chiesto di meglio. Sophie Portland è una giovane donna che si prepara a debuttare in società, nella Londra del 1811, dopo aver vissuto in India col padre, uno scriteriato e affascinante sir che ha pensato ben poco al futuro della figlia. Thomas Bewick, ottavo conte di Maylon, è uno degli scapoli d'oro della buona società londinese, nonché fermo difensore dei costumi morigerati del ton. O meglio, lo era, sia difensore dei costumi che scapolo, finché Sophie non entra inaspettatamente e burrascosamente nella sua vita. Mark Harson è il conte di Batingen e tutto il ton lo ha soprannominato l'Impareggiabile perché non c'è nessuno che possa anche solo pensare di mettersi a confronto con lui quando c'è il cuore di una signorina di mezzo. Sophie e Mark sono visti sempre più spesso insieme, a balli e riunioni mondane, e Thomas non può accettarlo. Così escogita ogni modo per... baciarla! Ogni volta che ne ha l'occasione e, quando non ce l'ha, se la crea. Una carambola di eventi porta i tre protagonisti di questa storia a ballare un minuetto dove sembra che tutti sono sempre sul punto di compiere un passo falso. Ma, come in tutti i romanzi regency, potete star certi che una lady (o due) tesserà, taglierà, ricamerà, affinché tutti abbiano l'amore che meritano.

Ho letto "Zitta e ferma Miss Portland!" durante un viaggio in treno piuttosto lungo e il ritmo della lettura è stato pari solo alla velocità del convoglio ferroviario sulle rotaie. E posso assicurarvi che in alcuni punti abbiamo toccato i 300km/h!
Viviana Giorgi, con questo omaggio alla regina del regency novel, a mio parere, conquista di diritto la corona di erede al genere. O, forse, non ci sono troni da conquistare ed è solo il mio desiderio di lettrice avida che vorrebbe ancora leggere un regency scritto da una tale magistrale penna italiana.

Commenti

  1. Grazie Ramona, ma cosa voglio di più dalla vita? :)
    Hai scritto una recensione bellissima, che mi fa arrossire. E poi sono felicissima di averti tenuto compagnia durante un lungo viaggio.
    Viviana con un sorriso grandissimo ti abbraccia.

    RispondiElimina

Posta un commento

Ti potrebbero interessare anche:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Post popolari in questo blog

Recensione: L'estate che sciolse ogni cosa di Tiffany McDaniel

Quante volte ci siamo trovati di fronte al male e ci siamo lasciati spiazzare dal volto inaspettato che aveva? È facile pensare che nell'ombra ci sia quello che non possiamo che immaginare come brutto e malvagio. Ma se il diavolo arrivasse portando con sé la luce del sole più calda e brillante mai vista?
"L'estate che sciolse ogni cosa" di Tiffany McDaniel [Edizioni Atlantide] è un libro che ha il potere della scrittura che tocca, penetra, conquista e si assedia senza rimedio alcuno nel nostro animo. O almeno, a me è successo così.
A Breathed, Ohio, Autopsy Bliss è il pubblico ministero nel tribunale locale. Fin da piccolo, Autopsy è venuto a contatto con una fede molto semplice e gretta, che traccia nettamente i confini di bene e male, senza sfumature. Nel suo lavoro, però, Autopsy ha guardato in faccia al male e non sempre l'ha riconosciuto. Così, nell'estate del 1984 decide di scrivere e pubblicare sul giornale locale una lettera di invito al Diavolo, affi…

Aprile in boccio

Una primavera che tarda ad arrivare, quando poi finalmente arriva, lascia senza fiato. La natura ci dà l'esempio che nella vita bisogna sempre lasciare spazio alla speranza di sbocciare, presto o tardi, per giungere alla fioritura che meritiamo.
Da qualche anno, aprile mi si mostra in tutto il suo calore, fatto di luce e di nuovi profumi nell'aria. L'anno scorso ero anch'io sul punto di sbocciare, col pancione che in questo periodo aveva raggiunto una rotondità impressionante. Adesso vedo mia figlia che, in concomitanza con la primavera, fa fiorire le sue prime parole, i suoi primi passi sicuri.
Per Pasqua sono tornata a casa dei miei genitori, nella città che mi ha visto nascere e crescere e che adesso mi intravede spingere un passeggino durante le feste comandate.
Ritornare a casa partendo da casa è un viaggio andata e ritorno che probabilmente non avrà mai un suo verso ben definito.
Ogni volta cerco di capire da dove parto per arrivare dove ma non ho ancora trovato…