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Quattro mamme scelte a caso ovvero la maternità declinata in chiave moderna


La prima parola che pronunciamo nella nostra vita, generalmente, è mamma.
Ed è la persona a cui, dall'infanzia all'età adulta, ci rivolgiamo per ricevere conforto, amore, consigli, o più semplicemente, un sorriso.

Il libro "Quattro mamme scelte a caso" declina in chiave moderna il concetto atavico di maternità. Sì, perché sebbene la parola sia sempre la stessa, indica cento, mille, milioni di mamme diverse, tante quanto sono le persone che "impersonano" il ruolo.

Edito da Caracò Editore, il libro è composto da quattro monologhi di Alessio Arena, Luigi Romolo Carrino, Massimiliano Palmese, Massimiliano Virgilio come omaggio ad Annibale Ruccello che, intorno alla metà degli anni '80, regalò al pubblico i monologhi di "Mamma – Piccole tragedie minimali" scritti in un napoletano che ancora oggi crea nell'anima piccole increspature di piacere.

Sono arrivata al libro - letto in versione ebook - dopo aver assistito allo spettacolo omonimo diretto da Roberto Azzurro con Rosaria De Cicco, Gea Martire, Antonella Romano e Imma Villa, che mi ha colpito molto, anche per l'intensa fisicità delle interpretazioni.
Intensità che ho ritrovato perfettamente nei quattro testi e che mi hanno spesso fatto venire i brividi.

Una scena dello spettacolo con le quattro protagoniste 
La mamma de "Il fatto più bello" di Massimiliano Virgilio è quella che, a parer mio, ha incastonato in sé un fortissimo senso della realtà: amaro, duro, crudo e doloroso, ma che la porta a compiere certe scelte proprio in virtù di una realtà che non riesce a cambiare e a cui cerca di adattarsi. Le piccole e grandi ferite che porta nell'animo sono un prezzo che accetta di pagare pur di continuare a vivere, per non farsi schiacciare.

In "70 mi dà tanto" L.R. Carrino ci dice che le mamme non sono solo quelle che stanno ai fornelli. O meglio, ci piace pensarle così, ferme in un'immagine senza tempo e, spesso, senza una reale corrispondenza con la persona che abbiamo davanti. Ma a volte la mamma è considerata solo in visione di questo grandissimo ruolo che ha e non come persona con interessi e bisogni. La mamma del racconto ci mostrerà che effettivamente non è così e che dobbiamo smetterla di pensare che le cose sono così come abbiamo immaginato che siano e non come sono davvero.

"Sciore Arancia" è una mamma che Alessio Arena ci vuole mostrare in tutte le sue sfaccettature. Il senso di maternità è qualcosa di così profondo in una donna che non è possibile delimitare i confini dell'amore e del possesso nei confronti dei figli, non sempre è possibile classificare secondo i parametri di bene e male quello che una mamma è disposta a fare per la prole e non è possibile pretendere che il mondo capisca un punto di vista che si sposta e raggiunge prospettive non comuni.

Vincenza, la protagonista di "La Pocalisse" di Massimiliano Palmese, viaggia leggera sul filo della tragedia, strappando al lettore più di un sorriso ironico sui casi della vita e sull'umorismo (nero?) della morte. Anche la società ha la sua giusta dose di responsabilità sulla vita e, forse ancora di più, sulla morte. E se i giornali non vi bastassero, questo racconto vi catapulterà sulla tragedia senza tempo e senza fine che viviamo ogni giorno e che a volte guardiamo con distacco senza renderci conto che i protagonisti siamo noi.

Quattro mamme, ma soprattutto quattro donne, quattro persone che hanno dato tanto, venendo a volte fraintese per il troppo amore. 
Proprio come spesso accade alle mamme che amano troppo.

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